Da bravi appassionati di tecnologia, bazzicando per la Rete vi sarete certamente imbattuti nei termini computazione quantica o computer quantici, ma di cosa parliamo esattamente, e perché Microsoft sembra essere tanto interessata a diventare futuro leader nel settore?

Il Quantum Computing è basato su fenomeni fisici (sovrapposizione, entanglement) che interessano le particelle subatomiche, e che offrono la possibilità di rappresentare non soltanto i classici valori digitali 1 e 0, ma anche sovrapposizioni degli stessi (1 e 0 allo stesso tempo) nell’ambito di un sistema di due particelle detto qubit – l’equivalente quantistico del bit che però, essendo in grado di rappresentare più di due valori, aprirebbe le porte alla realizzazione di macchine dall’incredibile capacità di calcolo.

Servirà dunque essere preparati a programmare queste macchine, e Microsoft si è già detta al lavoro su un linguaggio specifico che applichi ai possibili stati quantici della materia i classici formalismi usati nei linguaggi di programmazione attuali. Prendendo a riferimento gli esempi di C#, Python ed F#, Microsoft ha già incluso un’implementazione locale del nuovo linguaggio in Visual Studio, ed una per il cloud network Azure.

A fronte delle enormi potenzialità del quantum computing, è necessario tener conto del fatto che gli stati quantici sono facilmente perturbabili, ragion per cui Microsoft intende approfondire gli studi sui cosiddetti “qubit topologici” (qubit ottenuti da gas bidimensionali di elettroni), che sembrano essere i più stabili. Inoltre, la gestione di qubit richiederà considerevoli quantità di memoria RAM: pensate che sul piano teorico servono 32 GB di RAM per gestire un sistema a 32 qubit, quando per applicazioni reali negli ambiti della fisica, della chimica e dell’ingegneria occorrerebbero macchine da centinaia o migliaia di qubit.

Computer quantici da 4000 a 8000 qubit sarebbero necessari per decriptare i più complicati sistemi crittografici in uso al giorno d’oggi, ma si tratta di prospettive ancora lontane nel tempo per le quali Microsoft vuol configurarsi come precursore: alla fine dell’anno, la società di Redmond pubblicherà i risultati di simulazioni interne relative al quantum computing, e documentazione atta ad istruire i programmatori sui paradigmi del futuro.

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