Internet delle cose – Mentre gli sforzi di certe case automobilistiche vanno nella direzione della guida autonoma, già efficiente ma non per questo priva di rischi, il Politecnico Federale di Losanna è alla ricerca di metodi per rendere più sicure le automobili con cui andiamo in giro ogni giorno. Dagli studi di Alcherio Martinoli, responsabile del Laboratorio di algoritmi e sistemi per l’intelligenza distribuita (Disal), è emerso che far comunicare i veicoli tramite un sistema WiFi ed un programma di “percezione cooperativa” permette di avere un quadro molto preciso di ciò che avviene nei dintorni dei veicoli, e quindi di informare per tempo il conducente su potenziali rischi.

Si tratta ovviamente di un metodo passivo, dal momento che non prevede alcuna azione diretta sulle funzioni dell’auto, ma che rende comunque “intelligenti” i veicoli attraverso uno scambio di informazioni con quelli vicini: oltre a rilevare eventuali situazioni di pericolo, infatti, un sistema del genere renderebbe ogni auto consapevole della propria posizione e quindi capace di suggerire al conducente delle traiettorie ideali per rendere più fluido il traffico e minimizzare i consumi. Si tratta perciò di un vero e proprio social network delle auto che da un lato ha ancora qualche problema legato a sovrapposizioni indesiderate di dati, mentre dall’altro è economicamente sostenibile e quindi degno di essere approfondito per renderci la vita più facile (e soprattutto sicura) sul nastro d’asfalto.

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